Non sono stato io...

Mercoledì 22 Aprile 2009 18:15
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da Piazza Fontana a Gabriele Sandri

 

Farsa in atto unico di Claudio Miani

dal 26 al 31 Maggio 2009

dal martedì al sabato ore 21.00
domenica ore 18.00


Biglietto euro 10 + Tessera annuale dell'Associazione E.2

con Albamarina Dei e Claudio Miani
e con i cantori della libertà:
Flavia Montecchi (voce), Bruno Pantaleone (chitarra), Alessandro Mevi (charleston, flauto traverso, percussioni)

 

 

A quarant’anni dalla Strage di Piazza Fontana, l’Associazione Culturale Cinem’Art ha creduto opportuno proseguire sul proprio percorso di Teatro della ControInformazione, portando in scena uno spettacolo che riproponga, senza mediazioni di censura e vincoli etici, alcuni aspetti nodali degli ultimi quaranta anni della Storia Italiana. Dalla Strage di Piazza Fontana sino all’attualissimo caso del giovane Gabriele Sandri, passando per le tristi pagine del G8 di Genova del 2001 e delle torture del carcere di Bolzaneto.Accompagnato dai Cantori della Libertà (trio acustico: chitarra, voce, flauto traverso, percussioni e charleston) e da proiezioni di stralci storici, lo spettacolo si presenta come una farsa in un unico atto dove due pagliacci, Polonio e Cletea, si confrontano sul concetto della Giustizia, arrivando ad auspicare un mondo più equo, onesto e giusto.Con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, la pièce teatrale di circa 1h 20 entra di diritto nella nicchia comunicativa del Teatro Civile, con l’intento di non lasciar finire nel dimenticatoio avvenimenti che da quarant’anni a questa parte hanno segnato seppur negativamente la storia del nostro paese; immagini che non bisogna accantonare fingendo che nulla sia accaduto o peggio permettere al tempo di cancellarne i contorni ed i lineamenti, cosicché nelle nostre menti si vada sempre più offuscando la realtà di quei fatti. Quaranta anni fa, il Premio Nobel Dario Fo e Franca Rame, portavano in scena la celebre farsa Morte accidentale di un anarchico, incentrata sul presunto suicidio dell’anarchico Pinelli a tre giorni dalla terribile Strage di Milano, ed oggi, più che mai, torna attuale la concezione della demistificazione della realtà, in un periodo storico che ancora una volta mostra un pauroso vuoto d’informazione attorno al problema della strategia della tensione e delle stragi pre-organizzate. In un sistema veicolato da televisioni, giornali partitici, falsi comizi politici di pseudo-imbonitori di piazze, bisogna porre attenzione su come lo Stato stesso non si prefigga più la comunicazione della verità, bensì solo ed esclusivamente la comunicazione di messaggi mediati da necessità di audience.Così chi meglio di due clown, ultimi baluardi di un presunto circo in disfacimento, possono domandarsi se davvero la Giustizia sia in grado di fare il proprio corso o se forse, qualcuno più in alto della Giustizia stessa, decida cosa debba esser giudicato e cosa no, dove debba esser puntato il dito indice e dove il dito medio. Non sono Stato io… non è un atto di accusa contro specifiche persone, ne tantomeno si prefigge di farlo, ma un testo che porta a soffermarsi sul come mai troppo spesso si fatichi ad identificare i colpevoli o meglio si cerchi di nascondere la realtà dei fatti con la consapevolezza che l’appiattimento culturale della nostra società non porta più nessuno ad indignarsi, a fare quadrato, a confrontarsi, bensì a digitare brevi codici sul proprio cellulare per il televoto di turno.Raccontato mediante estratti d’epoca di giornali, proiezioni di documenti video originali (in collaborazione con differenti Associazioni operanti sul nostro territorio), in affiancamento ad un testo di marcata estrazione socio-culturale, è presente il trio I Cantori della Libertà (Flavia Montecchi, voce, Bruno Pantaleoni, chitarra/voce e Alessandro Mevi, charleston, percussioni e flauto traverso) che interpreterà quattro brani classici (Canzone del maggio, Il bombarolo e Sogno numero due di Fabrizio De Andrè estratti dall’album Storia di un impiegato, 1973 e Piazza Alimonda di Francesco Guccini tratta dall’album Ritratti, 2004) per dar corpo a quei concetti metateatrali di intercomunicabilità e ipercomunicabilità mediante differenti forme espressive. Lo spettacolo verrà rappresentato in prima nazionale dal 26 al 31 Maggio 2009 presso il nuovissimo Teatro allo Scalo di San Lorenzo a quarant’anni esatti dalla nascita della tristemente attuale locuzione Strategia della tensione.