Lunedì 15 Febbraio 2010 11:16
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LEONCE E LENA

Il principe del regno di Pipi (Leonce), malinconico ed annoiato, rifiuta tutto ciò che appartiene alle regole reali, perchè non crede più che tutto ciò abbia senso. L'incontro casuale con un ladruncolo (Valerio) lo porterà a scappare in Italia, dopo aver appreso che suo padre Re Pietro, gli avrebbe lasciato il regno e una promessa sposa da maritare, in accordo con il presidente del consiglio.

Il principe incontrerà il vero amore in una donna che solo alla fine si rivelerà la principessa di Pipi (Lena) , proprio la persona dalla quale inconsapevolmente stava scappando.

Con un sotterfugio Valerio e la dama di compagnia di Lena riusciranno a far sposare i 2 innamorati sotto mentite spoglie, in modo che il matrimonio sia comunque valido per la legge e così far trionfare il vero amore.

Una favola come tutte le altre? Assolutamente no.

Georg Buchner, genio letterario tedesco della prima metà dell'800 e precursore dei tempi ha fotografato a pieno una società che poco si discosta da quella attuale, a 200 anni quasi di distanza.

Tramite dei personaggi grotteschi, l'autore ci proietta in un sistema ripetitivo, noioso, aberrante al quale però tutti ci siamo talmente abituati ed assuefatti, che contribuiamo ogni giorno a tenerlo in vita, inalterato nel tempo.

Un sistema che qualcuno (Dio, il Re, il Presidente, il Popolo) ha creato e che non è più capace di scardinare o non ha alcuna intenzione di farlo. Qualcuno però si è accorto che c'è qualcosa che non va e prova ad uscirne, destabilizzandolo e grazie all'amore (o a qualcosa del genere) ne attiva uno nuovo (migliore?).

Ma forse il sistema non ha mai smesso di funzionare e ciò che ci è sembrata una rivoluzione, che ha cambiato le regole, non è altro che un nuovo vestito, una nuova maschera che il sistema ha indossato e niente è cambiato realmente.

La compagnia..

La compagnia professionale della scuola di teatro Art'Ho è una nuova realtà nello scenario teatrale romano. Grazie alla collaborazione di alcuni attori, registi, trainer di importanza nazionale ed internazionale come Fabio Mangolini, Luciano Colavero, Francesco Manetti e Daniela Morozzi è stato realizzato un percorso formativo sul testo per meglio entrare nelle dinamiche di scena con diversi punti di vista, approcci. Un'analisi collettiva e condivisa che evita, di fatto, la monolitica ed autoritaria visione del regista, rendendo così, più semplice per gli attori interpretare dei ruoli, avendoli compresi a pieno.

Gli attori sono a vista, sia quando interpretano i personaggi,sia quando non sono propriamente dentro la scena in atto, ma anche da fuori contribuiscono attivamente allo sviluppo della scena stessa, con l'attenzione, cambiandosi, travestendosi, scaldandosi, in una sorta di panchina sportiva, dove il corpo, la mente e lo spirito non si disconnettono mai dall'inizio alla fine. In qualsiasi momento potrebbe esserci bisogno di loro, si potrebbe vederli entrare in scena come se l'avessero deciso solo in quel momento.

Un atto unico e pieno di ritmo, corpi ed immagini per una rivoluzione mancata(?)