"nessuno può tenere Baby in un angolo"

Martedì 23 Dicembre 2008 01:05
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di Simone Amendola e Sandro Torella

Ispirato da un fatto di cronaca accaduto a Roma nel 2006 – quando il corpo senza testa di una donna fu rinvenuto nella piazzola di una pompa di benzina in zona Tor Bella Monaca - lo spettacolo ipotizza che ad essere accusato del delitto efferato sia il giovane gestore del distributore. Ne nasce un monologo intenso in cui l’indagine è raccontata attraverso il dramma dell’indagato che, al centro di una persecuzione giudiziaria, vede la sua rete di certezze incrinarsi e comincia a fare luce sulla storia.


Lo spettacolo racconta, dentro la vicenda giudiziaria ipotizzata, il dramma di un giovane benzinaio, un ragazzo qualunque e di buona famiglia, alle prese con una vita difficile, solitaria, in un quartiere periferico di una grande città, a contatto con tutti e con nessuno, emarginato ai bordi di una statale. L’unico vero amico forse è Mitu, il ragazzo che lavora con lui, quello che s’occupa dei lavaggi auto, un giovane ingegnere cingalese venuto in Italia per “..sfondare nel settore del petrolio” e che si trova a fare l’aiuto-benzinaio, in attesa che accada qualcosa. Ma quello che accade è terribile, un orrendo delitto consumato proprio sul luogo del loro lavoro, sul luogo in cui si scambiano pareri, battute, denaro, dove la gente passa, alimenta il motore ed è pronta a ripartire, ad inquinare, a reintrodursi velocemente nel circolo incessante e frenetico degli scambi, sempre più rapidi e sempre più impersonali. Si fermerà Luciano Schiamone, il benzinaio, accusato di omicidio. In preda al panico, egli dovrà rispondere agli inquirenti dell’accaduto, e dovrà rispondere a sé stesso delle proprie scelte.